Dal monumento di piazza Martiri della Libertà (giardini sull’Arno), al largo Genovesi dove c’è la targa dedicata al soldato americano Frederick Olson fino al cimtero del Castellare e al parco della Rimembranza di Staffoli. Santa Croce ha ricordato la Liberazione. Il sindaco Roberto Giannoni ha richiamato "il valore del bene comune contro il qualunquismo".
"I nomi dei soldati e dei partigiani caduti per la nostra libertà sono nomi che conosciamo bene – ha detto Giannoni – In alcuni casi sono babbi, nonni o parenti di santacrocesi o staffolesi. Dietro a questi nomi c’era coraggio, altruismo, senso di comunità e amore per la libertà, ma soprattutto la fiducia nella costruzione di un futuro migliore".
"Le società dove non si persegue il bene comune, insegnava il filosofo Platone circa 2500 anni fa, sono destinate a morire. Chi di noi si mette a disposizione degli altri, nella politica, nel volontariato, nelle istituzioni, lo fa anche per il respeito dovuto a chi ha sacrificato la propria vita per la nostra cittadina – ha concluso il sindaco – C’è chi non onora questi nomi. Sono quelli che non lavorano per il bene comune, che mettono la critica davanti alla proposta ed evidenziano le lacune senza fare niente per cercare soluzioni. Spesso fanno questo senza neppure dare un volto e un nome alle loro idee, nascondendosi dietro nomi di comodo e dimostrando di non aver capito il sacrificio di chi ha combattuto perché loro potessero esprimersi liberamente. Sono partecipanti anonimi di una società in declino. Oggi i qualunquisti sono una minoranza e per fortuna resteranno minoranza rispetto a chi ha messo il suo nome e cognome nella storia di questo Paese, impegnandosi quotidianamente per difendere la democrazia e costruire un futuro per i nostri figli".






