HomeFerraraCronacaI martiri della Certosa: "Il loro grande coraggio. Monito per le coscienze"Tra il 10 ed il 20 agosto 1944 nove patrioti trucidati nei pressi del cimitero. Le parole dell’assessore Finzi sul cippo, è stata letta una testimonianza.LA CORONA Un momento della toccante cerimonia di ieri mattinaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl ricordo indelebile di un terribile eccidio. Tra il 10 ed il 20 agosto 1944, nove patrioti ferraresi furono trucidati nei pressi della Certosa. A ricordo di questi tragici eventi, fu apposto un cippo sul muro antistante il Tempio di San Cristoforo. Per onorare la memoria dei caduti si è svolta ieri mattina, nella Certosa, una cerimonia con un momento religioso celebrato da don Massimo, poi con la deposizione di una corona e gli onori militari alla presenza delle autorità civili, militari e religiose e delle associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma. Sono intervenuti l’assessore del Comune di Ferrara Stefano Vita Finzi Zalman, la referente del Museo civico del Risorgimento e della Resistenza Antonella Guarnieri, il viceprefetto Mariaclaudia Ricciardi, dirigente Enti locali-Elettorale, Daniele Garuti, presidente della Provincia. "Siamo qui per custodire la memoria e onorare i nostri fratelli – dice l’assessore –, strappati alla vita in una delle pagine più cupe della storia della nostra città: l’Eccidio della Certosa. Questo è un luogo che parla sottovoce, dove la pietra si fa testimone di un mattino che non conobbe la luce, ma sprofondò nell’oscurità più fitta. Possa il loro sacrificio rimanere per sempre radicato nella nostra coscienza come monito e ispirazione". Antonella Guarnieri, ha voluto ripercorrere la storia di quegli anni a Ferrara. "La storia dell’antifascismo e della Resistenza della città di Ferrara per lunghi anni è stata raccontata principalmente attraverso le biografie di alcuni personaggi sopravvissuti alla persecuzione fascista e lotta partigiana. Ciò non ha consentito di costruire la trama sottile, ma persistente di un antifascismo che, nella ‘fascistissima’ Ferrara, è sempre esistito e ha continuato, tra mille rischi, ad esistere durante il regime, trasformandosi in una Resistenza capace di atti coraggiosi e drammatici". A conclusione della cerimonia una lettura dal titolo ‘La condanna degli innocenti’, tratta dal diario didon Lelio Calessi, cappellano delle carceri e testimone dell’eccidio, a cura di Nicolò Govoni, ricercatore dell’Istituto di Storia Contemporanea. L’11 agosto sette vite interrotte contro il muro della Certosa Tersillo Destino Sivieri, Guido Droghetti, Amleto Piccoli, Gaetano Bini, Guido Fillini, Romeo Bighi e Renato Squarzanti. Pochi giorni dopo, il 20 agosto, lo stesso muro fu macchiato dal sangue di altri due giovani, Donato Cazzato e Mario Zanella. "La loro esecuzione – ha detto Finzi – fu una spietata rappresaglia, un atto di terrore con cui il regime fascista cercò disperatamente di soffocare la voce della libertà che cominciava a levare alta nella nostra terra".
I martiri della Certosa: "Il loro grande coraggio. Monito per le coscienze"
Tra il 10 ed il 20 agosto 1944 nove patrioti trucidati nei pressi del cimitero. Le parole dell’assessore Finzi sul cippo, è stata letta una testimonianza.







