HomeGrossetoCronacaOnore ai Caduti, la stele: "Patto con la comunità"Ieri la cerimonia di disvelamento del nuovo cippo nel Parco della Rimembranza. Vivarelli Colonna: "Quei 139 nomi appartengono alla memoria e al futuro".Un momento della cerimonia di inaugurazione della nuova stele ai Caduti nel Parco della Rimembranza (Foto Aprili)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciGROSSETO"Noi siamo la nostra memoria". Così, in poche parole, si può sintetizzare il lungo discorso del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna alla cerimonia di svelamento della nuova stele commemorativa al Parco della Rimembranza. Insieme alle tante autorità sopraggiunte era presente anche il colonnello Giancarlo Indiati, presidente della sezione di Grosseto dell’Unuci, oltre a tanti alunni della scuola media ’Pascoli’ con le quattro classi terze. Ed è proprio ai giovani studenti che il sindaco ha parlato, in termini soprattutto di memoria storica. Questa iniziativa ha rappresentato la prima fase di un più ampio percorso di riqualificazione dell’area, promosso dall’amministrazione comunale anche grazie al lavoro svolto dall’assessorato ai Lavori pubblici.
"Non è solo una cerimonia, ma è rinnovare un patto fra la comunità e la propria memoria. Il Parco della Rimembranza era un’idea degli anni ’20, ogni caduto, una vita affidata ad un’altra vita con un albero che cresce. Dietro ogni caduto c’è una famiglia, una vita spezzata e questo dobbiamo ricordarlo. Il progetto dei parchi della rimembranza fu promosso nel 1922 dal sottosegretario Dario Lupi per educare i giovani al ricordo e rispetto dei Caduti. Ma la memoria non vive da sola, ha bisogno di cittadini che la frequentino, e quando un luogo della memoria viene restaurato, si ricuce un legame tra passato e presente proiettato verso il futuro. Luoghi come il parco non appartengono solo al passato, ma anche e soprattutto al futuro perché la memoria impedisce di non rimanere indifferenti. Quei 139 nomi non appartengono alla storia militare ma alla storia umana di Grosseto, sono un faro civile. La pace non è mai scontata, si costruisce giornalmente con la capacità di non riconoscere nell’altro non un nemico ma una persona con cui dialogare quindi questo parco deve tornare a vivere".






