I rintocchi della Martinella e poi la deposizione della corona d'alloro al monumento in piazza dell'Unità, il corteo e infine l'arrivo sull'arengario di Palazzo Vecchio. Così Firenze ha celebrato come da tradizione l'anniversario della Liberazione. Presenti le istituzioni, dal presidente della Regione Eugenio Giani ai sindaci della provincia fiorentina. Un momento che quest'anno ha tenuto insieme il ricordo della lotta contro il fascismo e la vicinanza al popolo palestinese. Sia durante il corteo che in piazza della Signoria infatti una cinquantina di persone hanno manifestato sventolando bandiere della Palestina, al grido di "Firenze è libera dal 44, ora tocca alla Palestina" e chiedendo al Comune di Firenze di prendere posizione.
Una vicinanza espressa anche nelle parole della sindaca Sara Funaro: "Firenze sta facendo azioni concrete, accogliendo le famiglie palestinesi - dice - Firenze non resterà mai in silenzio". Per poi aggiungere: "Noi non possiamo ignorare ciò che sta accadendo nel mondo e soprattutto a Gaza. Le immagini che arrivano da lì ci spezzano il cuore. Questa guerra scellerata deve fermarsi, basta con il massacro". In apertura del suo intervento Funaro ha ricordato a lungo l'impegno di quanti hanno combattuto per la Liberazione e sottolineato l'importanza di "raccogliere il testimone di chi ha reso liberi non solo i fiorentini, ma tutti i cittadini nati dalla lotta della Resistenza". Una lotta che vide la popolazione sollevarsi con i partigiani per riprendersi la libertà. "Firenze - prosegue - decise di dire no alle ingiustizie e alla guerra. Firenze quel giorno ritrovò se stessa. La libertà fu una conquista, significò scegliere la parte giusta. Firenze non dimentica e continuerà a scegliere, con le sue scuole, con i giovani, con chi sceglie solidarietà. Noi siamo qua per custodire quella scintilla e essere all'altezza di chi ci ha consegnato una città libera e una repubblica antifascista. Viva libertà per la nostra città, per l'Italia e per il mondo intero".






