HomeEmpoliCronacaIl Padule e la cura della vegetazione: "La sicurezza non sia un pretesto"Le associazioni ambientaliste chiedono una strategia di lungo periodo: "Serve una visione complessiva"Una classica imbarcazione del PaduleRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFUCECCHIO

Il Padule di Fucecchio torna al centro del confronto, e questa volta il terreno dello scontro è quello, delicatissimo, tra sicurezza idraulica e tutela della biodiversità. A riaccendere i riflettori sulla grande area palustre sono Legambiente, Lipu, Amici del Padule e Italia Nostra. Le quattro associazioni lanciano un appello affinché gli interventi necessari alla sicurezza del territorio non diventino "un pretesto per forzare le regole di tutela".

Da qui un’analisi precisa. Il Padule, ricordano, è un ecosistema prezioso e fragile, habitat di specie floristiche e faunistiche rare e minacciate. Ma è anche una sorta di grande cassa naturale, fondamentale per la sicurezza idraulica di un territorio molto vasto.

Qui confluiscono infatti le acque provenienti dai contrafforti appenninici e collinari e quelle della pianura della Valdinievole.

Per questo, secondo le associazioni, gli interventi spettano al Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno e devono essere inseriti in una pianificazione di medio e lungo periodo. Servono risorse adeguate, ma soprattutto una strategia complessiva. La tutela, sottolineano, non può inoltre fermarsi ai confini della Riserva Naturale, che rappresenta appena il 10 per cento dell’intera area.