Oliver Blume, amministratore delegato del gruppo Volkswagen, e la sua squadra manageriale hanno ottenuto un'importante vittoria nello scontro che da mesi li vede contrapposti ai rappresentanti sindacali e del Land della Bassa Sassonia sul riassetto che ha alimentato non poche frizioni negli ultimi mesi.

Infatti, stando a un comunicato diffuso in tarda serata, il consiglio di sorveglianza ha approvato all'unanimità il piano di ristrutturazione presentato dal consiglio di gestione per "porre le basi" del rilancio del costruttore "in un momento in cui l'industria automobilistica e i suoi mercati stanno attraversando la trasformazione più rapida e radicale di sempre" e per rendere il gruppo e i suoi marchi "più forti, più competitivi e meglio posizionati per il futuro".

Diverse le misure approvate dal massimo organo amministrativo, a partire dalle iniziative che hanno alimentato gran parte delle tensioni delle ultime settimane, tra cui il taglio di 50 mila lavoratori, lo stop alla produzione in quattro impianti tedeschi, una revisione generale del portafoglio prodotti, un nuovo sistema di promozione delle prime linee manageriali e perfino una modifica alla storica legge Volkswagen, che da sempre concede grande potere e influenza ai sindacati e alla Bassa Sassonia all'interno del consiglio di sorveglianza.