(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Volkswagen sbanda alla Borsa di Francoforte (DAX 40 ), dopo le dichiarazioni del fine settimana del Ceo Oliver Blume sulla difficile situazione del gruppo e in vista di una serie di decisivi incontri con il personale e le autorità sul drastico piano di tagli previsto.

In un'intervista pubblicata sull'intranet aziendale venerdì, Blume ha dichiarato che la situazione è «più che critica» e ha sottolineato che Volkswagen e l'intera industria automobilistica tedesca stanno attraversando «il periodo di maggiore turbolenza della loro storia» a causa di un clima economico globale sfavorevole e della concorrenza cinese. Il ceo, che incontrerà nei prossimi giorni i rappresentanti dei lavoratori presso la sede centrale di Volkswagen a Wolfsburg e negli stabilimenti di Zwickau ed Emden per fornire un aggiornamento sui piani dell'azienda, ha indicato che non sono state ancora prese decisioni in merito alla chiusura di stabilimenti. Tuttavia, ha avvertito, «attualmente non vediamo alcuna possibilità che gli stabilimenti di Emden, Hannover, Zwickau e Neckarsulm rimangano redditizi negli anni 2030». La chiusura degli stabilimenti sarebbe sempre «l'ultima risorsa, e la più costosa», ha sottolineato Blume. Per gli stabilimenti in cui la produzione automobilistica diventerebbe «non redditizia», Volkswagen sta valutando altre «soluzioni industriali», ha dichiarato Blume, menzionando discussioni avanzate con aziende del settore della difesa sull'utilizzo dello stabilimento di Osnabrück. «Le prossime settimane saranno decisive: tutti devono impegnarsi. Abbiamo messo in atto il più grande piano di trasformazione nella storia del Gruppo Volkswagen», ha anche dichiarato Oliver Blume al quotidiano "Bild am Sonntag”. Il ceo stima a 500.000 veicoli all'anno la sovraccapacità produttiva e valuta i costi generali superiori del 30% rispetto a quelli della concorrenza. «La cifra spesso citata di circa 50.000 tagli di posti di lavoro a livello globale non è un obiettivo fisso», ha per altro precisato Blume.