«Vorrei che al funerale si cantasse la Messa da requiem in latino e in gregoriano e che nulla fosse proclamato al di fuori del Vangelo di Gesù Cristo.

Non si dicano nell’omelia parole su di me e soprattutto niente applausi (mi rivolterei nella bara)».

Così Enzo Bianchi aveva immaginato il proprio commiato.

E così – fatta eccezione per un applauso finale, spontaneo e sincero – è stato.

Oggi pomeriggio, nella chiesa parrocchiale di Castel Boglione, è stata celebrata la liturgia esequiale del figlio più illustre di questo paese del Monferrato acquese.