Roma, 3 settembre 2026 – Una mini-proroga dopo l’altra. Il governo prepara un nuovo intervento sul caro carburanti e si avvia a far slittare la scadenza del taglio delle accise sul gasolio. La misura allo studio prevede un’estensione di quattro o cinque giorni dello sconto di 17 centesimi al litro, in scadenza il 5 settembre, finanziata attraverso il meccanismo delle cosiddette accise mobili: quando il prezzo di benzina e diesel aumenta, cresce infatti anche l’Iva versata allo Stato. Le maggiori entrate potrebbero contribuire, nel rispetto dei vincoli di bilancio, alla copertura delle misure pensate per attenuare l’impatto dei rincari.

Il costo della proroga

Il costo complessivo della nuova proroga sarebbe poco più di una cinquantina di milioni. Ma si tratterebbe di una soluzione tampone, destinata soprattutto a guadagnare tempo in attesa di un pacchetto più strutturale e selettivo di sostegni a famiglie e categorie produttive. L’attuale riduzione, pari a 14 centesimi di accisa più 3 centesimi di Iva, era stata decisa dal Consiglio dei ministri del 26 agosto e coperta con un acconto fiscale sui dividendi dei grandi gruppi energetici. La nuova mini-proroga dovrebbe invece poggiare sull’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti: quando benzina e diesel rincarano, cresce infatti anche l’imposta incassata dallo Stato. È lo stesso schema già utilizzato a fine luglio e ad agosto.