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Antonio Tajani il pericolo di influenze di Mosca sul voto lo definisce «consistente», e il tema è di quelli seguiti con attenzione a Palazzo Chigi. Per Matteo Salvini invece nulla giustifica «un’ansia anti-russa», o «l’ossessione per i russi in ogni campo» come dicono dalla Lega. E Maurizio Lupi invita a «non drammatizzare» perché «la nostra è una democrazia solida», sottolineando però l’esigenza di investire in cybersicurezza. Nel governo continuano a susseguirsi prese di posizione all’insegna dei distinguo rispetto al tema di tutelare i processi elettorali dalle ingerenze straniere, mentre dal Pd vanno all’attacco sul caso del visto italiano concesso in Bielorussia a un presunto autore dell’attentato a Lipsia, annunciando un’interrogazione urgente al ministro degli Esteri.

Tajani e la stretta sui visti

«Vedremo insieme agli altri Paesi europei cosa fare – dice Tajani –. Certamente bisogna impedire che ci siano infiltrazioni tra persone che hanno le carte in regola per ottenere il visto, ma poi non hanno le carte in regola per essere buoni». L’Ue sta preparando «misure restrittive» per limitare ulteriormente i visti ai russi, scesi dai 4 milioni del pre-guerra a 618 mila.