Scattano dal 1° novembre le nuove regole per l’e-commerce dopo l’approvazione definitiva da parte del Consiglio europeo sulla revisione del quadro doganale dell’Unione. Per combattere il fenomeno dell’ultra fast-fashion, che da anni genera gravi danni economici, ambientali e sociali, verrà introdotto un nuovo sistema di sanzioni per gli operatori del commercio elettronico che violano i loro obblighi doganali. L’entità della nuova tassa di gestione sulle spedizioni è ancora da determinare, ma troverà spazio nel testo definitivo che verrà approvato dal Parlamento europeo nel corso del mese di settembre e sarà distinta dalla precedente decisione del Consiglio di tassare le importazioni di valore inferiore a 150 euro.

Non sarà, però, il consumatore finale europeo a pagare questa tassa, ma le piattaforme saranno direttamente responsabili degli adempimenti doganali e del pagamento dei dazi. La non conformità alle regole imposte dall’Ue potrà comportare sanzioni pecuniarie fino al 6% del valore annuo delle merci importate nell’anno precedente, l’eliminazione di alcuni privilegi doganali e possibili restrizioni di accesso alle piattaforme online.

Il ruolo di controllore lo assumerà una nuova agenzia decentrata dell’Ue per le dogane, con sede a Lille e operativa nel 2027. Il compito dell’agenzia sarà quello di analizzare i dati costantemente aggiornati sulle importazioni e sulle esportazioni nel nuovo centro doganale digitale europeo. L’obiettivo dichiarato è quello di aiutare gli Stati membri a individuare le merci più rischiose che dovrebbero essere sottoposte a ispezione in via prioritaria. I costi crescenti dei controlli saranno in parte coperti dalla tariffa applicata sui piccoli pacchi, che non è ancora stata stabilita dalla Commissione europea.