Dopo aver messo nel mirino le piattaforme Temu e Shein e aver eliminato l’esenzione doganale sui pacchi di piccola taglia, adesso Bruxelles mette sotto accusa il gigante cinese dell’e-commerce. Reo di non aver fatto abbastanza per contrastare la commercializzazione di prodotti illegali

Dopo i dazi, la multa. Se dal primo luglio scorso la riforma per arginare il diluvio dei mini-pacchi acquistati online è entrata nella vita quotidiana dello shopping europeo, inserendosi in un momento piuttosto delicato del confronto tra Bruxelles e Pechino sugli squilibri commerciali, adesso l’Europa sgancia un altro siluro contro la Cina. Premessa. Da tre settimane l’Ue ha chiuso l’esenzione doganale per i pacchetti sotto i 150 euro provenienti da Paesi terzi, facendo scattare un dazio temporaneo forfettario da 3 euro sugli acquisti spediti direttamente ai consumatori, soprattutto sulle grandi piattaforme cinesi come Shein e Temu.

Ora però c’è un bersaglio più preciso. La Commissione europea ha annunciato, oggi a Bruxelles, di aver multato AliExpress, il canale e-commerce di Alibaba, per 550 milioni di euro per violazione del regolamento Ue sui servizi finanziari (il Digital services act, Dsa), e in particolarre per non aver rispettato gli obblighi in materia di valutazione e mitigazione dei rischi relativi alla vendita di prodotti illegali, pericolosi o contraffatti sulla sua piattaforma. Si tratta della terza multa comminata dalla Commissione da quando è il vigore il Dsa, ed è la più alta. Nei due casi precedenti, X era stato multato per 120 milioni di euro e Temu per 200 milioni.