Per anni milioni di piccoli pacchi provenienti dalla Cina hanno invaso le cassette della posta degli europei, alimentando il successo di piattaforme come Temu, Shein e AliExpress. Il modello era semplice: prodotti molto economici spediti direttamente dalla Cina ai consumatori europei. Questo sistema però comincia a mostrare i primi segnali di cedimento. Dal 1° luglio l’Unione europea ha infatti introdotto un dazio di 3 euro sui pacchi di valore fino a 150 euro, soglia sotto la quale in precedenza le merci potevano entrare senza dazi. L’effetto, secondo i dati delle dogane francesi citati dal ministero dell’Economia, non ha tardato a farsi vedere: il numero dei piccoli pacchi importati nell’Ue è diminuito del 30-40% dall’introduzione della nuova misura. Il dato è citato da una analisi di Euronews di oggi. A risentire di questo effetto sono soprattutto le piattaforme che hanno costruito il proprio successo proprio sulle spedizioni dirette dalla Cina. Cosa è successo? Tra giugno e luglio, le vendite di Temu sono diminuite del 50%, mentre quelle di AliExpress hanno perso il 37%. Più contenuta la flessione di Shein, pari al 15%. La società di moda sembra infatti essere riuscita ad attenuare l’impatto grazie anche alla propria rete di magazzini europei. Il nuovo sistema cambia così uno degli elementi fondamentali del modello cinese: la possibilità di spedire direttamente piccoli ordini ai clienti europei a costi estremamente bassi. Per anni la cosiddetta esenzione doganale per i prodotti sotto i 150 euro ha favorito questo tipo di commercio.
Temu, Shein e AliExpress, la stretta Ue frena i pacchi dalla Cina
Dal 1° luglio l’Unione europea ha introdotto un dazio di 3 euro sui pacchi fino a 150 euro di valore









