BRUXELLES - Stavolta ci siamo davvero: la riforma per arginare il "diluvio" dei mini-pacchi acquistati online entra nella vita quotidiana dello shopping europeo e si inserisce in un momento anche delicato del confronto tra Bruxelles e Pechino sugli squilibri commerciali. Dal primo luglio l'Ue chiude l'esenzione doganale per i pacchetti sotto i 150 euro provenienti da Paesi terzi e fa scattare un dazio temporaneo forfettario da 3 euro sugli acquisti spediti direttamente ai consumatori, soprattutto sulle grandi piattaforme cinesi come Shein e Temu.

Il prelievo non sarà applicato per pacco ma per "voce" doganale dichiarata: su un invio con più categorie di prodotti il forfait potrà quindi scattare più volte. E da novembre arriverà anche il contributo per la gestione doganale, la cosiddetta "handling fee", destinata a coprire i costi crescenti dei controlli. Il giro di vite arriva giusto a pochi giorni dall'impegno della Commissione europea con i leader Ue per nuove misure contro gli squilibri macroeconomici. In parole povere contro il surplus cinese che - visto almeno dall'Unione - sarebbe non solo legato alla miglior competitività, ma anche e soprattutto agli ingenti sussidi pubblici e a un cambio che vedrebbe lo yuan tenuto artificialmente basso per sostenere l'export.