Il 31 agosto scorso i dati Istat raccontavano un’Italia sempre più vecchia, destinata entro il 2050 a fare sempre meno figli, ad avere sempre meno popolazione attiva. Oggi, 4 settembre, il report sui cittadini italiani all’estero fotografa l’altra faccia della medaglia. Quella di chi sceglie di lasciare l’Italia. Sono sempre più, ogni anno. Nel 2025 hanno continuato a crescere con un incremento del 2,8% rispetto all’anno precedente, tanto che al 31 dicembre scorso, secondo i dati provvisori, gli italiani all’estero erano ben 6 milioni e 604mila. 183mila expat in un solo anno. Ma chi se ne va? Perlopiù uomini (il 51,6%), perlopiù under 35. Precisamente è 34 l’età media di chi sceglie di trasferirsi all’estero. Rispetto a chi resta in Italia, la propensione al fare figli è poi vertiginosamente più bassa: il tasso di natalità è pari al 2,5 per mille contro il 6 per mille di chi resta. In testa - con un peso specifico relativo - chi si trasferisce in Asia (8,3 per mille) e in Africa (5,1 per mille). Poco sopra la media, al 3,5 per mille, il tasso di natalità di chi si trasferisce in Europa, vale a dire la maggioranza, tanto che tra le nascite da genitori italiani residenti all’estero quasi tre su quattro si registrano in Europa (73,8%), di cui il 47,4% nei Paesi dell’Ue e il 26,5% in altri Paesi europei. Crollano i livelli registrati in America, pari all’1,0 per mille nell’intero continente e allo 0,9 per mille nella sola America centro-meridionale. Il saldo resta comunque positivo. In virtù di un numero di nascite superiore ai decessi, nel 2025 il saldo naturale degli italiani residenti all’estero si è mantenuto positivo di circa 3 mila unità, pur in forte calo rispetto all’anno precedente, quando il saldo era positivo di circa 13 mila unità.