Roma, 31 agosto 2026 – Sarà ancora l’Italia ma tra mezzo secolo sarà un Paese molto diverso, più piccolo e vecchio, con quasi un quinto in meno di popolazione. Mancheranno all’appello, o meglio, all’anagrafe oltre 13 milioni di italiani non perché sono previste entro il 2080 catastrofi, guerre o nuove epidemie ma perché chi vive ora nel Bel Paese invecchierà molto e morirà a un ritmo non sufficiente da avere un uguale ricambio di nuovi nati e giovani generazioni. E anche contando i futuri nuovi italiani, quindi mantenendo un saldo migratorio positivo dall’estero, il declino demografico dell’Italia non si arresterà.

È lo scenario futuro previsto per l’Italia che emerge dal report “Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze lavoro” diffuso oggi dall'Istat sulla base dei dati demografici del 1° gennaio 2025. E il risultato più significativo è che dagli attuali 58,9 milioni di abitanti, la popolazione scenderebbe a 55 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080, ed è un calo che, sottolinea l'Istituto di statistica, “rappresenta un risultato praticamente certo”. Nemmeno gli scenari più favorevoli, spiega il report, prospettano nel medio periodo un ritorno agli attuali livelli di popolazione e il quadro che si apre per il prossimo mezzo secolo è quello di un'Italia più piccola, più anziana e con un baricentro demografico profondamente diverso da quello di oggi.