L’Italia si avvia a una metamorfosi demografica senza precedenti, destinata a incidere profondamente sul profilo sociale ed economico del Paese.

Se le proiezioni dell’Istat saranno confermate, la popolazione calerà dai 58,9 milioni di inizio 2025 a 45,8 milioni nel 2080: una riduzione di oltre 13 milioni di persone, pari alla scomparsa di intere regioni.

Un primo, robusto arretramento è già previsto entro il 2050, quando i residenti scenderanno a circa 55 milioni, con un taglio di 4 milioni rispetto ai livelli attuali.

Non si tratta di una fluttuazione temporanea, bensì di un declino strutturale profondo.

Le aule si svuoteranno, l’età media dei quartieri aumenterà in modo costante, i piccoli centri delle aree interne scivoleranno verso la rarefazione demografica e i sistemi sanitario e previdenziale dovranno sostenere una spesa crescente poggiando su una base occupazionale e contributiva sempre più stretta.