Un Paese sempre più vuoto e sempre più vecchio. È il futuro dell’Italia descritto dal nuovo report diffuso oggi dall’Istat, che stima una perdita di oltre 13 milioni di residenti nell’arco dei prossimi 55 anni. Secondo l’istituto, si procederà a un ritmo ancora contenuto nel breve periodo per poi accelerare bruscamente nei decenni successivi, ridisegnando la mappa demografica del Paese e accentuando le distanze, già oggi marcate, tra Nord e Sud.

Le previsioni, dedicate alla popolazione residente, le famiglie e le forze lavoro, sono basate sui dati aggiornati al 1° gennaio 2025. Secondo le stime, nel breve periodo, tra il 2025 e il 2030, il calo della popolazione sarà contenuto, con una variazione pari a -0,1%. Nel medio termine, tra il 2030 e il 2050, la contrazione si accentua arrivando al -0,3%, per poi rafforzarsi ulteriormente nel lungo periodo, dal 2050 al 2080, quando il ritmo di declino raggiungerà il -0,6% medio annuo. Nel complesso dei 55 anni presi in esame, l’Italia è destinata a perdere oltre 13 milioni di residenti, 4 dei quali già entro il 2050. La popolazione scenderebbe quindi dai 58,9 milioni di residenti registrati lo scorso anno a 58,7 milioni nel 2030, per poi ridursi a 55 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080. È “un risultato praticamente certo”, sottolinea l’Istat. “Già nel medio periodo nessuno degli scenari considerati prospetta un ritorno agli attuali livelli di popolazione e, nel lungo termine, il calo risulta confermato in tutte le possibili evoluzioni demografiche”.