Il Partito Liberaldemocratico pensa che aver trascurato la scuola e averla resa un ammortizzatore sociale più che una fabbrica di futuro è una delle cause principali del declino italiano. Ecco perché propone una riforma radicale del sistema scolastico. Appuntamento a Napoli, il prossimo 3 ottobre, per discuterne
Patrizio del Prete, responsabile scuola PLD
Powered by
Il 7 settembre suonerà la prima campanella per centinaia di migliaia di studenti in diverse regioni italiane, per poi dare il via ufficiale all’anno scolastico 2026/2027 il 21 settembre, quando il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sarà ad Amatrice per la cerimonia solenne della ripartenza. Eppure, al di là dell’abito delle grandi occasioni, la sostanza non cambia: i nodi strutturali del nostro sistema scolastico rimangono inesorabilmente gli stessi.
In queste settimane assistiamo al consueto teatro di fine estate. L’intero arco costituzionale sfila a battersi il petto sull’importanza centrale dell’istruzione. Da sinistra si scivola rapidamente dalla retorica della “bella Costituzione” alla “bella narrazione” da Libro Cuore, condita da buone intenzioni ma priva di pragmatismo. Da destra, al contrario, si oscilla tra la visione identitaria della scuola, una tentazione di irrigidimento autoritario e velleità selettive come l’astrusa proposta di fissare un tetto del 30% agli studenti stranieri nelle classi.











