La parabola politica di Roberto Vannacci e del suo movimento, Futuro Nazionale, ha oltrepassato i confini della semplice disputa d’opinione ed è approdata su un terreno giudiziario articolato. L’avvio degli accertamenti preliminari da parte della Procura militare di Roma e gli esposti depositati presso la Procura ordinaria delineano infatti un doppio binario investigativo.

Al centro dell’attenzione dei magistrati con le stellette non c’è un giudizio sulle idee dell’eurodeputato, bensì la ricognizione di condotte concrete, con particolare riferimento all’eventuale coinvolgimento di militari in servizio attivo nell’organizzazione del nuovo soggetto politico.

Parallelamente, sul versante dell’autorità giudiziaria ordinaria, si profila una verifica della compatibilità del programma di Futuro Nazionale con l’ordinamento costituzionale.

Il fascicolo aperto dalla Procura militare di Roma nasce da un esposto del Sindacato dei Militari, che chiede di accertare la presenza di personale in servizio nella macchina organizzativa del movimento. Secondo ricostruzioni giornalistiche, sarebbero stati segnalati almeno due casi: un militare dell’Aeronautica in servizio, indicato come referente di un comitato locale a Villafranca di Verona, e un carabiniere, anch’egli in attività, collegato a un comitato romano.