Roma, 3 settembre 2026 – Tegola su Roberto Vannacci, finito nuovamente sotto i riflettori. La Procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, ha avviato “accertamenti preliminari” sulla “posizione di appartenenti alle Forze Armate all'interno della struttura organizzativa Futuro Nazionale”, il partito fondato dall’ex generale.

Ad accendere la miccia è stato un esposto presentato ieri dal Sindacato dei militari contro Vannacci e presidente di Futuro Nazionale, del coordinatore nazionale Massimiliano Simoni e del responsabile del programma Lorenzo Gasperini. Inizialmente era circolata la notizia dell’avvio di un indagine sull’ipotesi della ricostituzione del partito fascista, in violazione alla legge Scelba.

“Anche alla luce di notizie estratte da autorevoli organi di stampa estera”, si legge in una nota firmata dal procuratore Marco De Paolis, la procura militare ha disposto l'avvio degli accertamenti per verificare gli incarichi che alcuni militari avrebbero assunto all’interno del neonato partito.

L’ex generale: “Nessuna indagine su di me”

"In relazione alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione, si rende necessario precisare che la Procura Militare di Roma non ha avviato alcuna indagine nei confronti del generale Roberto Vannacci per la presunta ricostituzione del partito fascista, né ha indicato tale ipotesi quale oggetto degli accertamenti disposti". Lo precisa il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, in un lungo post sui social dal titolo "ma ancora credete ai giornali e a quattro politicanti e scribacchini livorosi?".