Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiAveva un visto italiano e un documento russo il sospettato attentatore bielorusso che il 4 agosto scorso avrebbe piazzato il drone imbottito di esplosivo nei pressi del cargo ucraino in sosta nell’aeroporto tedesco di Lipsia/Halle. A rivelarlo è stato il quotidiano tedesco Bild, che ha anche messo in luce i rapporti tra il secondo presunto autore del mancato attacco, un uomo di origine russe con passaporto lettone e i servizi segreti di Mosca. La notizia è arrivata in piena riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Ue. Il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, ha annunciato verifiche e approfondimenti. Nuovi episodi sospetti si sono verificati in Germania il 2 settembre: una bomba a mano è esplosa nella stazione di Augusta, nel sud del paese, e ha ferito due persone. Indagini sono in corso anche per due attacchi a una centrale e a una sottostazione elettrica.
• L’Europa accelera i progetti per la difesa comune e sfida la Russia di Vladimir Putin. Dopo le minacce russe, dopo i droni imbottiti di esplosivo trovati a Lipsia, dopo le accuse del cancelliere tedesco Friedrich Merz, i ministri degli Esteri dell’Ue, riuniti a Gymnich, hanno discusso delle nuove sanzioni da infliggere a Mosca. Prevale la linea dura, mentre la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen concorda nel corso di un incontro con il segretario generale della Nato Mark Rutte la strategia per fare fronte agli attacchi ibridi cominciati ormai da tempo. «Voglio essere chiara, l’attacco ibrido all’aeroporto di Lipsia è stato condotto da Mosca in territorio europeo con materiale militare. Non lo tolleriamo», ha detto von der Leyen. «Questa intimidazione non funzionerà, l’Ue e la Nato sono unite. Non soltanto manterremo alta la pressione sulla Russia, ma la innalzeremo». «La Russia ha aumentato la sua spregiudicatezza, ma non ci spaventa», ha sottolineato Rutte. «La nostra unità è incrollabile, il nostro sostegno all’Ucraina è chiaro. Le forze armate sono al lavoro senza sosta per garantire la prontezza operativa e tutelare la sicurezza pubblica». La presidente della Commissione Ue ha poi spiegato che è in corso di realizzazione un progetto europeo in collaborazione con l’Ucraina per la messa a punto di un sistema antimissili balistici, una sorta di Iron dome (cupola di ferro) come quella che garantisce la sicurezza dei cieli israeliani, e ha aggiunto che Kyiv ha chiesto una nuova tranche del prestito europeo da 90 miliardi di dollari. «Posso confermare che abbiamo ricevuto una nuova richiesta di pagamento per svariati miliardi di euro che coprirebbe le difese aeree dell’Ucraina, compresi i sistemi Patriot Pac 3 altamente avanzati», ha concluso von der Leyen. A proposito delle nuove sanzioni contro la Russia, con la cessione all’Ucraina dei beni e delle attività russe congelate in Europa, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che l’Italia non è contraria, e ha ricordato che il problema è giuridico: «Il tema è sempre stato quello, che ci possono essere problemi di tipo giuridico».











