Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiQuale sarà la reazione all’attacco ucraino alla raffineria alle porte di Mosca? Da un lato Volodymyr Zelensky ha dimostrato di potere arrivare a colpire (con la raffineria) la capitale russa, dall’altro Vladimir Putin ha annunciato una risposta distruttiva e le conseguenze potrebbero essere drammatiche.

La guerra, sostanzialmente in una situazione di stallo sul terreno, si sta spostando nei cieli (la Russia aveva in precedenza colpito la cattedrale della Dormizione, chiesa-simbolo di Kiev e del Paese, patrimonio Unesco) e le conseguenze di questo nuovo corso del conflitto potrebbero risultare assai pesanti sia in termini di vittime che di edifici distrutti. Mentre faticosamente si cerca di tenere in piedi l’accordo che ha (per ora) posto fine al conflitto Usa-Iran, si acutizza la crisi alle porte dell’Europa. Ecco cosa ne pensano gli analisti che stanno seguendo le vicende ucraine.

La cautela dell'Ucraina tra successi tattici e fragilità interne

Cautela. È l’invito di Eleonora Tafuro Ambrosetti, dell’Ispi, Istituto di studi di politica internazionale: «Per l’Ucraina era fondamentale ribaltare la narrazione che la descriveva come perdente: era cruciale sia per il morale della popolazione, sia per consolidare il sostegno dei partner occidentali. E in parte ci è riuscita, anche grazie a una serie di strike di precisione a medio e lungo raggio, fino ad arrivare all’attacco alla raffineria di Mosca. Ma i segnali positivi vanno letti con cautela: il fatto che la Russia non stia vincendo non significa, purtroppo, che stia vincendo l’Ucraina. L’Ucraina resta fragile al proprio interno, oltre che attaccata dall’esterno. La stanchezza legata alla mobilitazione, l’erosione demografica, la distruzione delle infrastrutture, gli scandali di corruzione e la pressione economica stanno diventando sfide strategiche di lungo periodo».