La compagnia low cost irlandese potrebbe tagliare migliaia di collegamenti tra novembre e marzo e aumentare il costo dei biglietti se il prezzo del carburante non scenderà
Dal 9 aprile scorso, la guerra tra Stati Uniti e Iran, ha chiuso una delle rotte principali attraverso cui l’Europa si riforniva della materia prima energetica. Cinque mesi dopo, quella crisi arriva fin dentro gli orari dei voli. Ryanair ha annunciato che taglierà migliaia di collegamenti tra novembre e marzo rispetto ai programmi originari, e ha avvertito che le tariffe potrebbero salire parecchio se il petrolio resterà caro ancora a lungo.
Ryanair, meno voli invernali?
La frenata di Ryanair è un avviso in vista della stagione invernale, periodo dell’anno in cui la voglia di partire si affievolisce e i velivoli si ritrovano a viaggiare con parecchi sedili vuoti. La scelta di alleggerire i collegamenti tra novembre e marzo nascerebbe, però, non solo per assecondare la naturale flessione delle partenze nei mesi più freddi, ma come mossa per evitare sprechi nella gestione dei voli di tutti i giorni.
Impossibile mantenere i voli mezzi vuoti














