Pubblicato il: 02/09/2026 – 19:34
Ryanair mette mano alla programmazione invernale e lancia un avvertimento destinato a pesare sulle tasche dei viaggiatori europei: se il prezzo del petrolio resterà sugli attuali livelli, le tariffe dei voli a corto raggio potrebbero aumentare sensibilmente nel 2027. La compagnia irlandese ha annunciato oggi, 2 settembre, di aver ridotto il proprio obiettivo di traffico per l’esercizio finanziario 2027 da 216 a 214 milioni di passeggeri, proprio per limitare l’esposizione ai costi del carburante durante la stagione invernale, tradizionalmente meno redditizia.
Il carburante vola a 140 dollari
A preoccupare Ryanair è soprattutto il prezzo del jet fuel, che secondo i dati forniti dalla stessa compagnia viene attualmente scambiato a circa 140 dollari al barile. Il vettore è comunque protetto per buona parte dei propri consumi: circa l’80% del carburante necessario fino a marzo 2027 è stato acquistato attraverso coperture finanziarie a un prezzo vicino ai 67 dollari al barile. Ma proprio per ridurre l’impatto della quota rimasta scoperta, Ryanair ha deciso di intervenire sulla capacità prevista tra novembre e marzo, periodo nel quale il traffico dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno. Il taglio una tantum della programmazione invernale dovrebbe consentire alla compagnia di ridurre le perdite tra 70 e 100 milioni di euro, a seconda dell’andamento delle tariffe e della domanda dei passeggeri.












