Redazione

18 maggio 2026 14:12

Tra caro carburante, guerra in Medio Oriente e incertezza sui mercati energetici, Ryanair avverte che chi prenota troppo tardi potrebbe trovarsi davanti a tariffe più elevate. In sostanza, secondo la compagnia low cost irlandese, il prezzo dei voli potrebbe essere molto più alto nei prossimi mesi. Eppure, guardando a ciò che sta accadendo davvero nel settore, emerge una dinamica quasi opposta: i prezzi dei biglietti, almeno per ora, non stanno aumentando. In molti casi stanno addirittura diminuendo.Ridimensionato l'allarme carburante. O'Leary: "Ora la vera sfida è il prezzo"È il paradosso che attraversa l’aviazione europea in vista dell’estate: le compagnie mettono in guardia sui possibili rincari futuri, ma nel presente sono costrette a tagliare le tariffe per convincere i passeggeri a prenotare.Le dichiarazioni di Ryanair arrivano in un contesto segnato dalla crisi energetica legata alle tensioni nello Stretto di Hormuz e dai timori per le forniture di jet fuel. O’Leary ha però ridimensionato l’allarme sul rischio di carenza di carburante: secondo il numero uno della compagnia irlandese, oggi l’Europa avrebbe "quasi zero preoccupazioni" sulle scorte grazie all’arrivo di forniture alternative dall’Africa occidentale, dalla Norvegia e dalle Americhe. "La vera sfida resta il prezzo", ha spiegato.Ryanair ha coperto circa l’80% del proprio fabbisogno di carburante fino al 2027 a circa 67 dollari al barile, ma avverte che costi elevati potrebbero comunque tradursi in un aumento delle spese operative. O’Leary si è spinto oltre, sostenendo che una crisi prolungata potrebbe mettere in difficoltà i vettori meno protetti dai rincari energetici: "Se dovesse continuare per altri 12 mesi, questo inverno in Europa potrebbero esserci fallimenti tra le compagnie aeree", ha dichiarato.Il ritardo sulle prenotazioni e l'effetto sui prezzi L’allarme sui costi, però, si scontra con una realtà molto diversa. La stessa Ryanair ha ammesso che nelle ultime settimane le tariffe sono diminuite a causa dell’incertezza generata dal conflitto in Medio Oriente e dei comportamenti dei consumatori, che tendono a rimandare la prenotazione. La compagnia ha rivisto le proprie previsioni per l’estate: dopo aver ipotizzato aumenti moderati, ora si aspetta prezzi “sostanzialmente stabili” rispetto all’anno scorso. In alcuni periodi recenti le tariffe sarebbero persino scese di una percentuale a una cifra.Dietro questa inversione c’è un cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori. "La domanda resta forte, ma le persone aspettano più del solito prima di prenotare", ha spiegato il direttore finanziario di Ryanair Neil Sorahan. Meno prenotazioni anticipate significano minore visibilità per le compagnie, che spesso preferiscono abbassare i prezzi pur di evitare di lasciare posti vuoti sugli aerei.I dati sulle tariffe sembrano confermare la tendenza. Un’analisi riportata dal Financial Times sulle ricerche di Google Flights mostra che tra aprile e maggio i prezzi dei voli di luglio verso il Mediterraneo sono diminuiti su 27 delle 50 principali rotte europee, come abbiamo già spiegato. Alcuni collegamenti hanno registrato ribassi molto marcati: sulla Milano-Madrid il calo avrebbe raggiunto il 44%, mentre tratte come Londra-Nizza o Manchester-Palma avrebbero visto riduzioni tra il 10% e il 15%.Perché i prezzi restano bassi nonostante il caro-carburantiQuello che sta avvenendo nel settore assomiglia a una corsa contro la sfiducia dei consumatori. Secondo analisti citati nel comparto, molti viaggiatori temono cancellazioni, disservizi o rincari improvvisi e preferiscono attendere prima di acquistare. Una tendenza che spinge sempre più verso il last minute.Anche altre compagnie hanno descritto lo stesso fenomeno. EasyJet ha parlato di un accorciamento della finestra tra prenotazione e partenza, mentre diversi vettori stanno cercando di rassicurare i clienti introducendo garanzie sui prezzi o promesse di maggiore flessibilità.Il risultato è una situazione insolita: mentre il costo del carburante resta elevato e le compagnie denunciano un aumento della pressione sui bilanci, il mercato non sembra consentire rincari generalizzati. Perché i prezzi salgano davvero servirebbe una domanda forte e prevedibile; al momento, invece, prevale l’incertezza.Così, almeno nell’immediato, il rischio evocato dai ceo delle compagnie si scontra con una realtà diversa: per riempire gli aerei, molte società stanno facendo esattamente il contrario di quanto lasciano intendere gli allarmi sui costi, cioè abbassare i prezzi. E il paradosso è che, proprio in una fase di crisi energetica e tensioni internazionali, chi prenota oggi potrebbe trovare biglietti più convenienti rispetto allo scorso anno.