di Giovanni Muraca
In Veneto è passata la legge sul suicidio assistito con 32 voti favorevoli, 4 astenuti e 14 contrari. La legge era già stata proposta nel 2024, ma per un solo voto non era passata.
La regione del Leone di San Marco è ora la prima di centrodestra ad aver legiferato sul fine vita e la quarta in Italia dopo Toscana, Sardegna ed Emilia Romagna.
In questa tornata, la giunta alla guida della regione dei Dogi, nonché zoccolo duro della coalizione al timone, ha proiettato una situazione già nota a tutti, ma che ora potrebbe dare un segnale di cristallizzazione del malumore che si sta respirando in casa Lega per Salvini Premier (Lsp).
Pro Vita e Famiglia – associazione che è contro il suicidio medicalmente assistito – nonostante il governatore Stefani li abbia coinvolti attraverso degli emendamenti per inserire un loro “consultorio” col paziente prima di prendere la decisione finale, non si dice soddisfatta e si è messa sulle barricate assieme a coloro che hanno votato contro (Fratelli D’Italia, Futuro Nazioale e Forza Italia che ha visto dividersi i tre consiglieri – due contro uno a favore). Sullo sfondo dei contrastanti, si aggiunge il Patriarca di Venezia che bolla la norma appena passata come una possibile deriva.










