Con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti, il Veneto è la prima Regione guidata dal centrodestra a dotarsi di una disciplina sul tema del fine vita

Questa volta ce l’ha fatta, con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti. È passata così in Veneto, con il voto nella giornata di oggi, 2 settembre, in Consiglio Regionale, la legge sul suicidio medicalmente assistito. Una vittoria dal forte valore simbolico, se si pensa che si tratta della prima regione guidata dal centrodestra a pronunciarsi sul tema, quarta in Italia dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna.

Nelle scorse settimane si erano susseguite con forza le polemiche sulla questione al vaglio in Consiglio, ma anche sulla priorità che il parlamento sembrava inizialmente aver concesso in agenda al voto sull’autonomia. Zaia: «Oggi il Parlamento dei Veneti ha scelto di non voltarsi dall’altra parte».

Il voto di oggi

Il testo dal titolo “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale” è finalmente passato. Una legge giunta e votata con favore in occasione del suo secondo passaggio in Aula, dopo quello del gennaio del 2024. Al tempo, il testo base presentato dall’Associazione Luca Coscioni, e sostenuto da 9mila firme, aveva mancato l’obiettivo per un solo voto in più contrario.