Il Veneto ha approvato la legge sul suicidio medicalmente assistito. Il Consiglio regionale ha dato il via libera nel pomeriggio al progetto di legge di iniziativa popolare «Liberi subito», con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni. Il Veneto diventa così la quarta Regione italiana, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, a dotarsi di una normativa sul tema e la prima amministrata dal centrodestra.
Il voto arriva al termine di una discussione segnata da divisioni e tensioni. Nel centrodestra non c’è stata una posizione comune: Fratelli d’Italia ha votato contro, mentre Lega e Forza Italia hanno sostenuto il provvedimento. Favorevoli anche i consiglieri dell’opposizione di centrosinistra. A spingere per l’approvazione è stato soprattutto Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale ed ex governatore del Veneto, che aveva definito il provvedimento una «legge di civiltà».
La proposta era già arrivata in Aula nel gennaio 2024, sostenuta da circa 9.000 firme raccolte dall’Associazione Luca Coscioni. Allora era stata bocciata per un solo voto. Due anni dopo il risultato è cambiato, ma la frattura politica è rimasta: il provvedimento è passato grazie a una maggioranza trasversale, mentre una parte consistente del centrodestra si è schierata contro.










