Il Consiglio regionale ha detto sì a una norma che regoli l'accesso al suicidio medicalmente assistito: è la prima volta che accade in una Regione governata dal centrodestra

In sei anni, sono state 31 le richieste alle strutture sanitarie e al comitato etico della Regione Veneto, da parte di persone molto malate che avrebbero avuto il diritto a essere aiutate a morire. Soltanto tre hanno ricevuto il via libera. Le altre sono rimaste sospese per mesi, a volte per anni. Il 2 settembre questo vuoto si è chiuso. Il consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge sul fine vita che stabilisce come, in quanto tempo e con quali garanzie una persona può accedere al suicidio medicalmente assistito.

Legge fine vita in Veneto: cosa prevede la nuova legge

Il Veneto è la prima Regione guidata dal centrodestra a dotarsi di una legge di questo tipo, una svolta quindi non solo sanitaria, ma anche politica. Il testo riprende i quattro requisiti fissati nel 2019 dalla Corte costituzionale per accedere legalmente al suicidio assistito: una patologia irreversibile, la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili dal paziente, e la piena capacità di intendere e di volere al momento della richiesta.