Il Veneto si prepara a votare sul fine vita e il centrodestra si divide. Dopo una giornata di discussione e di trattative sugli emendamenti, il Consiglio regionale ha rinviato a oggi il voto sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni. Se passerà, il Veneto sarà la quarta regione italiana a disciplinare il percorso del suicidio medicalmente assistito e la prima governata dal centrodestra.
La seduta è stata aggiornata dopo che i 51 consiglieri hanno iniziato l’esame di una selva di emendamenti. Il primo voto, però, ha già dato un’indicazione politica: la richiesta di Stefano Valdegamberi, di Futuro Nazionale, di rimandare il provvedimento in commissione è stata respinta con 31 voti contro 16. A favore della prosecuzione dell’iter si è formata una maggioranza trasversale che comprende Lega, Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e liste civiche.
Il tema attraversa però la maggioranza. Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale sono contrari, mentre Lega, Forza Italia e la lista Stefani presidente lasciano libertà di coscienza. Luca Zaia, ex governatore e oggi presidente del Consiglio regionale, è invece da anni favorevole alla disciplina. «Non stiamo votando sul fine vita, stiamo facendo un atto di civiltà», ha detto Zaia in aula, ricordando che il suicidio medicalmente assistito esiste già nell’ordinamento dopo la sentenza della Corte costituzionale del 2019. La legge, ha spiegato, servirebbe a stabilire «tempi e modalità» del percorso sanitario per chi, in presenza delle condizioni previste dalla Consulta, chiede di accedere alla procedura.










