Un’altra destra è possibile. Il consiglio regionale del Veneto approva - con 32 sì, 15 no e 5 astenuti - la legge regionale sul fine vita coi voti di gran parte della Lega, di Forza Italia e del centrosinistra, e i voti contrari di Fratelli d’Italia, Futuro nazionale e Resistere Veneto, la formazione del medico no vax Riccardo Szumski. E' la prima regione del centrodestra ad avere una normativa sul suicidio assistito. Una battaglia che il presidente del consiglio regionale Luca Zaia ha combattuto in prima persona “contro tutto e tutti”- dicono i consiglieri a lui più vicini – e che proprio per questo assume un significato politico: “E' un’azione di civiltà. Non potevamo mettere la testa sotto la sabbia e lasciare incagliata questa legge di iniziativa popolare. I malati terminali e i sanitari ci guardano. Penso che nessuno dovrebbe essere costretto, per effetto della scelta di altri, a vivere una condizione che considera per sé insopportabile quando l’ordinamento, in presenza di precisi requisiti, gli riconosce la possibilità di chiedere diversamente. Sulle grandi questioni della vita e della morte, la politica deve essere capace di alzare lo sguardo”. Con Zaia si è schierata gran parte della Lega: hanno votato a favore 12 consiglieri leghisti su 15, più i 4 della lista Stefani. Solo il capogruppo Riccardo Barbisan e il consigliere Filippo Rigo hanno votato contro, mentre il commissario regionale Andrea Tomaello si è astenuto. In Forza Italia due astenuti, e il voto a favore di Jacopo Maltauro. Contrari oltre ai due leghisti, i 9 consiglieri di FdI, il consigliere vannacciano e i 2 di Resistere Veneto.
Un'altra destra è possibile. Il Veneto approva la legge sul fine vita
Passa a larga maggioranza la legge promossa dall'Associazione Coscioni che contempla il suicidio assistito con l'assistenza del sistema sanitario nazio…










