Ore decisive per il comparto industriale del Fabrianese. C’è grandissima attesa per l’incontro tecnico in programma oggi e domani al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) tra azienda, Governo, enti locali e organizzazioni sindacali per la vertenza Electrolux. Sul tavolo c’è la paventata chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, scenario contro cui si registra un fortissimo pressing istituzionale e sindacale. A esprimere l’angoscia del territorio è David Grillini, sindaco di Cerreto d’Esi: "La preoccupazione per il futuro dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi è forte e non sarebbe serio nasconderla. Per 170 lavoratrici e lavoratori, per le famiglie e per un intero territorio, ogni giorno senza indicazioni chiare è elemento di apprensione. Gli incontri al Mimit rappresentano però un passaggio importante. È lì che deve continuare il confronto tra azienda, Governo, istituzioni e sindacati per individuare le possibili soluzioni e garantire una prospettiva industriale. L’Amministrazione farà la sua parte. La situazione è complessa, ma una realtà con competenze e storia ha le carte per guardare al futuro. Non chiediamo scorciatoie, ma che nessuna possibilità venga lasciata inesplorata. La partita è difficile, ma non è chiusa". Per la Fiom Cgil interviene Pierpaolo Pullini: "Senza le cappe perde Fabriano. La fabbrica di Cerreto deve continuare la produzione di cappe perché non è sostenibile un progetto in cui chiude un sito in Italia per spostare la produzione altrove. Non è accettabile la discussione sul terreno posto da Electrolux. Le nostre proposte, dalla logistica all’organizzazione del lavoro, porterebbero un aumento di redditività confermato dall’impresa ma dichiarato non sufficiente. Abbiamo chiesto prodotti tecnologici e digitalizzazione: non è giusto che le scelte sbagliate dei manager le paghino i lavoratori. Siamo pronti a portare al tavolo altre proposte". Resta teso anche il fronte Beko a Melano di Fabriano, dove i lavoratori sciopereranno martedì prossimo. L’eurodeputato Carlo Ciccioli (FdI) replica alla sindaca Ghergo che ieri ha fatto appello anche al ministro Adolfo Urso: "Melano non si difende con la propaganda. Il governo ha cambiato il Piano, ora Beko rispetti gli impegni. Stupisce chi amministra la città per la strumentalizzazione politica. Nel 2024 Beko prevedeva 1.935 esuberi, il governo Meloni lo ha respinto e l’accordo di aprile 2025 li ha ridotti a 950 con uscite volontarie e 300 milioni di investimenti, di cui 62 milioni per Melano hub dei piani cottura. Preoccupano il calo dei volumi e i ritardi:Beko rispetti gli impegni con nuovi prodotti, volumi e prospettive" incalza Ciccioli.
Electrolux, Cerreto si gioca la vita
Oggi al Ministero la discussione sulla paventata chiusura dello stabilimento, il sindaco: "La partita non è chiusa"









