Questo è un articolo del nuovo numero de Linkiesta Etc dedicato al tema dei limiti, disponibile in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.
In India, la Bridge House è stata realizzata con processi e materiali che garantiscono il minimo impatto ambientale e una risposta adattiva. Courtesy of ALTHAF ABDUL RASHEED
Potenza della ingegneria, precisione della tecnologia informatica, innovazione del design: tutto questo sta spingendo verso soluzioni residenziali sempre più estreme, grazie a progetti che hanno trasformato l’avversità ambientale in una sfida. Qualche esempio? La Forest House firmata da Florian Busch Architects, conclusa nel 2020, in questo senso è stata pioniera. Il set è costituito da quasi tre ettari di foresta incontaminata in Hokkaido, in Giappone, a breve distanza dalle piste da sci di Niseko. Qui il flusso turistico ha trasformato diverse località di questa rinomata area sciistica in un agglomerato caotico. Per allontanarsene, i committenti hanno scelto di vivere immersi in una casa che si ramifica fra gli alberi. Scelta ancora più eremitica è stata quella del proprietario di The Nest, la residenza completata nel 2025 e immersa in una fitta chioma di sempreverdi, al di sopra della baia di Howe, vicino Vancouver, in Canada. Il progetto spicca non solo per l’architettura audace (due cubi letteralmente incastonati uno dentro l’altro), ma soprattutto per la sua incredibile posizione: Keats Island ospita foreste costiere e conta cinquanta residenti permanenti.







