Raffrescamento e riscaldamento dal pavimento, uso di materiali a chilometro zero ed eventuale riciclo, circolazione continua di aria e di luce ma anche isolamento da sbalzi di temperaturadi Caterina Maniacisabato 29 agosto 20263' di letturaRaffrescamento e riscaldamento dal pavimento, uso di materiali a chilometro zero ed eventuale riciclo, circolazione continua di aria e di luce ma anche isolamento da sbalzi di temperatura, finestre e terrazzi studiate in modo da trovare equilibrio tra luce e naturale e luce artificiale, tra esterno e interno, con gli spazi verdi e aperte, tutto in vista di un concreto “buon abitare”, e in definitiva di un “bon vivre”. Diktat all’avanguardia dettati dall’ultima archistar? Le tendenze innovative del design e dell’arredamento fatte proprie dal mercato immobiliare sempre in fibrillazione? In realtà questi, succintamente, sono i “cardini” su cui ruota l’immensa macchina creativa di Andrea Palladio, datati sedicesimo secolo.LA MACCHINA CREATIVA

Dal Cinquecento, infatti il grande maestro continua a generare idee e progetti, a cui anche quelli più alla moda oggi, in fondo, gli debbono molto. E la riprova ulteriore si trova nei mille spunti interessanti che stanno emergendo dal nuovo corso sull’architettura palladiana che si sta svolgendo in questi giorni a Vicenza, fino al 2 settembre, a cui partecipano decine di studiosi e architetti provenienti da tutto il mondo, organizzato dal Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio (CISA). Dedicato quest’anno al tema del benessere nella casa del Cinquecento. Palladio e il benessere nella casa ben costruita: ville e palazzi palladiani attraverso un’architettura pensata per migliorare la vita di chi sarebbe andato ad abitarla. La fonte primaria sono i Quattro Libri di Palladio, dove l’architetto parla di impianti e di orientamento degli edifici. Anche gli inventari di ville e palazzi sono ricchi di suggerimenti, descrivendo arredi e oggetti contenuti nelle abitazioni e testimoniando in modo vivido l’esistenza quotidiana dei loro abitanti. In primo piano ci sono gli edifici reali, o i loro disegni di progetto originali, in cui è possibile rintracciare i condotti per la distribuzione dell’acqua, come ad esempio a villa Barbaro a Maser, o i “cessi” collocati lungo le scale di villa Foscari; le griglie di raffrescamento sui pavimenti della Rotonda e di palazzo Barbarano, i dettagli studiati per le porte e le finestre, fino ai lavamani e i camini presenti in tutti gli edifici. Era dunque centrale la questione del benessere abitativo, così come la scelta dei materiali da costruzione in funzione del comfort, gli spazi per l’intrattenimento e la musica. Il fatto è che Palladio non progetta solo per confermare status sociale e ricchezza, né solo per amore della bellezza nei riformati canoni della più pura classicità greco-romana. Vuole edificare solide abitazioni per benestanti, certo, in ritiro dalle calure cittadine, ma anche proprietari terrieri, coltivatori, modellatori di un territorio disegnato da un miracoloso equilibrio tra natura e lavoro, giardini e campi, vigneti, orti. Nelle stanze delle ville si conversa, si danza e si studia, si gestiscono vastissime proprietà, si mangia e si beve, si preparano strategie e scambi commerciali. L'architettura di Palladio, benché quasi totalmente limitata al Veneto nei suoi esiti pratici (le leggendarie ville palladiane), dilaga presto in tutta Europa e da qui negli altri paesi di tradizione anglosassone, dando vita al palladianesimo, diffuso in particolare nel Regno Unito, in Irlanda, in Russia, negli Stati Uniti. La Casa Bianca, residenza dei presidenti Usa, è progettata in stile palladiano, così come la residenza di Monticello progettata per sé da Thomas Jefferson.MODELLO IN USA