Questo è un articolo del nuovo numero de Linkiesta Etc dedicato al tema dei limiti, disponibile in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.

Si chiama Introvert Chair ed è la poltrona disegnata per Moooi dal cantante ed ex Take That Robbie Williams, che l’ha descritta come “uno stato d’animo” in un mondo che raramente rallenta.

I confini tra le discipline sono sempre più sfumati. Tra collaborazioni, installazioni e incursioni in nuovi settori, marchi e creativi ridefiniscono continuamente i propri linguaggi, trasformando prodotti e spazi in narrazioni pensate per catturare l’attenzione. L’obiettivo è rompere gli schemi tradizionali per creare interesse, sfidando se è il caso le aspettative del pubblico: se fino a qualche tempo fa le collaborazioni – specialmente tra arte, moda e design – erano una grammatica condivisa, oggi ci si è spostati verso qualcosa di più radicale. Non più semplici incontri tra marchi e firme creative, ma contaminazioni vere e proprie tra discipline, codici estetici e universi culturali differenti.

Così, cinema, architettura, musica e persino politica s’intrecciano in progetti che, in un panorama saturo di immagini e prodotti, costruiscono narrazioni riconoscibili, che incuriosiscono, destabilizzano, dividono. Il Salone del Mobile stesso, fiera internazionale dedicata alle aziende del design, che certo risponde a una logica più commerciale che di ricerca e sperimentazione, ha ospitato nei padiglioni dell’ultima edizione le installazioni di due registi di successo: prima A Thinking Room di David Lynch, che confondeva il pubblico degli addetti ai lavori con porte simboliche da attraversare e interni più dell’anima che di casa; quindi La dolce attesa di Paolo Sorrentino, dove lo spazio si trasformava in un limbo di emozioni contrastanti. Perché qui, nel tempio del design e dell’abitare contemporaneo, era dell’attesa di un referto che si parlava, seduti su poltrone simili a gusci e circondati da infermieri sorridenti, con un cuore smerigliato che batteva nel centro della stanza.