"Regna da 20 anni e quante volte è andato a Ceuta e Melilla?". Pedro Sanchez è in evidente difficoltà dopo l'invasione di più di 80mila migranti marocchini a Ceuta. Così, per spostare l'attenzione sul suo disastro, punta il dito contro Felipe VI, il sovrano spagnolo. Il rimprovero istituzionale non è passato inosservato. La Spagna e gli spagnoli apprezzano la monarchia. E la "Zarzuela" - la residenza del re - si è indispettita. Tra l'altro nelle accuse del primo ministro spagnolo c'è un evidente errore: Felipe non regna da 20 ani, bensì da 12. Ma tant'è. Sanchez, come sottolinea il Corriere della Sera, ha assicurato che il re farà visita a Ceuta. Ma solo quando la "situazione lo permetterà". Una visita nell’exclave presa d’assalto dai migranti potrebbe calmare gli animi e ribadire la sovranità spagnola sulla cittadina in terra africana. Ma creerà sicuramente nuove tensioni con il Marocco. C'è un precedente. Nel 2007 Juan Carlos I e doña Sofía erano i primi reali spagnoli a mettere piede nelle Città autonome "extrapeninsulari". Ma il sovrano marocchino si adirò trasformando il tutto in una vera e propria crisi diplomatica: ritirò il suo ambasciatore da Madrid e definì la visita "controproducente". José Luis Rodriguez Zapatero, l'allore primo ministro spagnolo, corse in difesa del suo re. Lo stesso non si può dire per Pedro Sanchez.
Ceuta, lo sfregio di Pedro Sanchez a Re Felipe: "In 20 anni...", choc in Spagna | Libero Quotidiano.it
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