Sánchez di nuovo in Parlamento, tra le richieste di dimissioni degli oppositori, le critiche degli alleati, il cortocircuito delle ricostruzioni di governo, polizia e intelligence. Difende nuovamente il Marocco. Accuse all'Europa senza solidarietà e al governo Meloni che ha sospeso Schengen "senza alcun motivo"
Aggiornato alle 19:45
A 35 giorni dai fatti drammatici di Ceuta, quando circa 72.000 migranti hanno attraversato il confine tra il Marocco e l’exclave spagnola in meno di 48 ore, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha riferito in Parlamento su quella che è passata alla storia come la crisi migratoria più rapida e intensa nella storia dell’Unione Europea. Ciò che ha detto non ha soddisfatto quasi nessuno, in un clima di tutti contro tutti e in assenza di risposte certe su cosa abbia scatenato la crisi e su come è stata gestita.








