Il Financial Times ha lanciato l’avviso all’indirizzo della maggioranza di governo, sulla possibile alleanza (in vista delle elezioni nel 2027) con l’estrema destra guidata da Roberto Vannacci: “Il cavallo di Troia russo mette alla prova Meloni”, ha titolato l’autorevole testata londinese. Il ministro degli esteri Antonio Tajani ha risposto stizzito invitando ad ulteriori verifiche: “Può scrivere quello che vuole. Bisogna sempre poi provare quello che si dice. Mi auguro che questo sia assolutamente falso”, ha dichiarato il leader di Forza Italia in un punto stampa a Wicklow. Intanto, Vannacci accusa le destre di governo di usare la legge elettorale come un’arma per frenare la sua avanzata elettorale. Mentre proprio il titolare della Farnesina ha lanciato l’allarme sui rischi di un’interferenza da Mosca nei processi elettorali e nelle libere elezioni. Infine, nel pomeriggio, è giunta la risposta del generale al quotidiano in un lungo post in inglese su Facebook.

La risposta di Vannacci al Financial Times

“Egregio Signore, Le rispondo con mano tremante, avendo appena scoperto di essere un ‘candidato della Manciuria’ inviato dalla Federazione Russa – è l’esordio del leader di Futuro Nazionale – per lamentarmi dei prezzi insostenibili della benzina nel mio Paese, l’Italia. Si affida a testate notoriamente russofobe come l’Ecfr e l’Iai per dipingermi come un ‘Cavallo di Troia’. Onestamente, mi aspettavo di più da Lei”. Il leader di Futuro nazionale prosegue ironicamente esprimendo ammirazione per “l’eleganza del complotto: invece di infiltrarsi nel quartier generale della Nato o manipolare le elezioni, l’Fsb si sarebbe accontentato di far brontolare un generale italiano per le vacanze estive rovinate dal costo del carburante; una lamentela condivisa da ogni cittadino italiano, da Palermo a Bolzano, nessuno dei quali – che io sappia – risponde alla Lubjanka (il palazzo a Mosca sede dei servizi segreti sovietici e russi ndr). Non ho idea se il Suo articolo faccia parte di un piano più ampio volto a smascherare la vera identità di chiunque abbia mai criticato una politica governativa in materia di energia”.