Tre viaggi in Messico, almeno 300mila euro spesi, una speranza inseguita fino all’ultimo e una vita familiare progressivamente schiacciata dalla necessità di cure e supporto per la malattia di una bimba piccola, dalle difficoltà economiche. È dentro questa storia, ancora tutta da ricostruire e di cui emergono dettagli e sfaccettature con il passare dei giorni, che gli investigatori cercano di ricostruire quanto avvenuto in via dell’Antracite, a Pietralata (Roma), dove lunedì sono stati trovati morti Luca Abbasciano, 42 anni, la moglie Valentina Pambianco, 41, la loro figlia Bianca, cinque anni, e il cane di famiglia. Nessun dubbio sull’ipotesi investigativa di un omicidio-suicidio, ma gli inquirenti vogliono capire se in qualche modo le speranze di un trattamento per la bimba siano stata alimentate.
I corpi sono stati trovati nella camera da letto dell’abitazione, insieme a una pistola regolarmente detenuta. Nei biglietti lasciati prima della morte si legge: “Vivere con una bambina disabile è difficile. Da soli non ce la facciamo più”. Una solitudine forse ampliata dal periodo estivo quando i caregiver patiscono maggiormente la responsabilità e la fatica di prendersi cura di una persona cara (leggi l’articolo di Renato La Cara).










