La storia di Luca Abbasciano e Valentina Pambianco con la terapia in Messico. Il dottor Trujillo e l'ambizione di "curare l'incurabile". Mentre l'indagine parte dall'autopsia e dal test dello Stub
Tre viaggi costati circa 50 mila euro in Messico. Da novembre 2025 a gennaio 2026. Per sottoporre Bianca a due cicli di staminali e uno di Cytotron (onde a radiofrequenza e risonanza magnetica rotazionale per stimolare i tessuti). Nella clinica NeuroCytonix di Monterrey del neuroscienziato José Roberto Trujillo. L’indagine sulla morte di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della figlia disabile si concentra su questo in attesa dell’autopsia. E dell’esame dello Stub, che rileverà chi ha sparato tra marito e moglie alla bambina e al cane con la Glok detenuta domiciliarmente. I 20 biglietti d’addio trovati in via dell’Antracite a Pietralata (Roma) fanno pensare a un piano della coppia. Ma un messaggio di Valentina a una coppia di amici fa sorgere dubbi agli inquirenti.
I conti correnti
«Dai scriviamo sul gruppo che ci facciamo due risate», scrive la 42enne a una coppia alle 19.15 di venerdì scorso. Proprio lei dice oggi al Corriere della Sera di non credere ai problemi economici nella coppia: «Non ne hanno mai parlato e per andare in Messico, a differenza di noi e altre famiglie, non facevano raccolte fondi». E aggiunge: «L’ultima volta erano rimasti contenti perché avevano visto piccoli miglioramenti nelle condizioni di Bianca. Volevano tornarci. Come tante famiglie, almeno una quarantina, che stanno partendo in questi giorni. Il problema non sono quelle cure ma le nostre istituzioni che devono prendersi la responsabilità di aiutarle». Intanto Repubblica parla di Roberto Trujillo. Ovvero il dottore che ha provato a curare Bianca con un trattamento non riconosciuto dalla comunità scientifica.









