Ci sono notizie davanti alle quali si resta semplicemente attoniti, tragedie così enormi da togliere il fiato, lasciandoci un senso di sgomento e impotenza. La vicenda di Pietralata, a Roma, dove Luca, Valentina e la loro piccola Bianca, di soli cinque anni, hanno perso la vita in un drammatico omicidio-suicidio, è una notizia di questo tipo.

«Non siamo supereroi», hanno scritto in un passaggio di una delle lettere che hanno lasciato per spiegare la loro decisione e il loro gesto. E il termine «supereroi» resta inciso lì, con una forza dirompente, proprio perché scagliato in questo tempo contemporaneo, in un contesto e in una società che spesso ci vorrebbero supereroi nell’affrontare la quotidianità e la vita e che, attraverso i media, rilanciano sempre proprio quella figura, il supereroe, solitario, invincibile, ma capace di risolvere ogni situazione.

Qualche anno fa, Mr. Rain presentò a Sanremo un pezzo che si intitolava proprio così, «Supereroi», dove si diceva che «non puoi combattere una guerra da solo, il cuore è un’armatura, ci salva ma si consuma. A volte chiedere aiuto ci fa paura, ma basta un solo passo come il primo uomo sulla luna, perché da fuori non si vede quante volte hai pianto».