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11 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:06
Il caso di Lucia Pecoraro che ha ucciso la figlia con gravi disabilità Giuseppina Milone e poi si è tolta la vita con la stessa corda, mostra l’estrema solitudine e il fortissimo senso di smarrimento che devono affrontare ogni giorno i caregiver familiari. In Italia, tuttora, non esiste una legge che possa garantire diritti e dignità alle persone che assistono i propri familiari conviventi h24, sette giorni su sette, praticamente una vita complicatissima quasi in simbiosi. Nella prossima legge di Bilancio, ancora in via di approvazione, sono stanziate per i caregiver familiari conviventi prevalenti risorse economiche definite dalle associazioni “ampiamente insufficienti” e non vengono erogate nemmeno tutele previdenziali ai fini pensionistici oltre a non vedere riconosciuto la figura del del caregiver familiare convivente come un lavoratore a tutti gli effetti.
Gli omicidi-suicidi commessi in Italia da genitori caregiver di figli con disabilità sono un fenomeno drammatico e complesso. Secondo gli esperti, questi episodi sono spesso legati alla disperazione e all’isolamento dei caregiver, che si sentono schiacciati dalle responsabilità di cura e non vedono alternative. I caregiver familiari quasi sempre sono mamme over 40 che, in tantissimi casi da sole, devono curare il proprio familiare non autosufficiente. La Legge 112/2016, nota come “legge sul Dopo di noi”, prevede misure di assistenza e cura per le persone con disabilità grave ma non basta assolutamente.







