Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
16 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:08
L’omicidio a Corleone (Palermo) di Giuseppina Milone, donna con disabilità, per mano dell’anziana madre caregiver Lucia Pecoraro ha provocato la durissima reazione delle associazioni e dei caregiver familiari conviventi che denunciano la loro condizione di “estrema solitudine” e “isolamento sociale” senza nessun tipo di sostegno economico e giuridico oltre “all’assenza di tutele previdenziali ai fini pensionistici come per i lavoratori” da parte dello Stato.
Ma non sono esclusivamente i caregiver familiari h24 a prendere posizione sulla vicenda. Lo hanno fatto anche i diretti interessati facendo emergere il punto di vista delle persone con disabilità. A denunciare a ilfattoquotidiano.it “il disabilicidio, che a mio parere è un omicidio di stampo abilista” c’è Marta Migliosi, studiosa, attivista e persona con disabilità. “Vorrei evidenziare che non si tratta di casi isolati, ma dell’esito di una disparità di potere che porta la caregiver, in modo analogo al femminicida, a pensare di poter disporre completamente della vita di un’altra persona, deumanizzandola e uccidendola”, afferma Migliosi. Il focus, a suo dire, si è troppo spostato sui media non sulla figura della persona disabile uccisa, ma quasi esclusivamente sulla drammatica e complessa condizione che ha portato un genitore-assistente personale convivente a porre fine con violenza all’esistenza della propria figlia.






