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Più di tre anni fa negli Stati Uniti uno strumento ha registrato un fenomeno molto raro e difficile da spiegare, che potrebbe essere un indizio interessante nello studio della materia oscura, la sostanza che compone l’85 per cento della materia totale nell’Universo e il 25 per cento di tutto quel che c’è (considerando anche l’energia), e di cui sappiamo ancora poco.

Da decenni centinaia di fisici cercano di capire di cosa sia fatta e nessun esperimento, finora, è mai riuscito a osservare un segnale che richiedesse necessariamente la presenza della materia oscura per essere spiegato. Ciò che rende così difficile rivelare la materia oscura è il fatto che non emette luce, non la assorbe e non la riflette; ma ha una massa e ne vediamo gli effetti in tutto l’Universo.

I ricercatori dell’esperimento LZ Dark Matter della Sanford Underground Research Facility, che si trova in South Dakota, hanno annunciato il risultato martedì a una conferenza in Giappone e lo hanno descritto in un preprint, cioè un articolo che non è ancora stato sottoposto alla revisione di scienziati non coinvolti nell’esperimento e che non è ancora stato pubblicato su una rivista scientifica.

L’universo è fatto solo al 5 per cento di materia ordinaria, cioè di atomi e particelle che compongono, per esempio, noi, il nostro pianeta o le stelle nelle galassie. Il restante 95 per cento è diviso in materia oscura al 25 per cento ed energia oscura (che spiegherebbe perché l’universo sta accelerando nella sua espansione) al 70 per cento. (ESA)