Gli astronomi hanno realizzato una mappa super dettagliata della materia oscura, la componente invisibile formata da particelle ancora sconosciute, che rappresenta circa l’85% dell’universo.
Lo studio, pubblicato su Nature Astronomy, è il frutto di una collaborazione internazionale che coinvolge numerosi istituti, tra cui l’Università di Durham nel Regno Unito, il Jet Propulsion Laboratory e il Politecnico federale di Losanna in Svizzera, con il supporto della National Aeronautics and Space Administration (Nasa), dell’European Space Agency (Esa) e della Canadian Space Agency (Csa).
La rilevazione degli effetti della gravità
Poiché questo tipo di materia non emette radiazioni, non compare direttamente nelle osservazioni. Per ricostruirne la distribuzione complessiva, i ricercatori hanno, quindi, dovuto determinare i suoi effetti gravitazionali, utilizzando la tecnica del weak gravitational lensing (lente gravitazionale debole).
In concreto, si tratta di analizzare galassie estremamente lontane: se risultano deformate, significa che lungo la linea di osservazione è presente materia oscura, la cui gravità piega lo spazio e devia i segnali che arrivano fino a noi. Dato che ciascuna registrazione è di per sé impercettibile, è stato necessario combinarne migliaia.






