Dopo decenni di ricerche, l’esperimento Lux-Zeplin potrebbe aver colto il primo segnale dell’esistenza del misterioso elemento che si pensa tenga insieme l’universo
È un dato isolato, ma è bastato a far venire la pelle d’oca ai fisici. Tra il 2023 e il 2024 un rilevatore che contiene dieci tonnellate di xeno liquido ultrapuro ha registrato un insolito lampo d’energia. È il tipo di segnale che potrebbe essere causato dalla collisione tra il nucleo di un atomo e una particella massiva di materia oscura che attraversa la nostra galassia.
Se fosse corroborato da altri dati, il rilevamento potrebbe significare che la materia oscura, la sostanza invisibile che si pensa tenga insieme le galassie, è stata finalmente scoperta. E dimostrerebbe che è formata da particelle con una massa molto superiore a quella dei protoni, dette Wimp (particelle massive a debole interazione), che sono state teorizzate ma non sono mai state trovate nonostante decenni di ricerche.
Chiara Dattola
Gli scienziati che lavorano all’esperimento Lux-Zeplin(Lz) alla Sanford underground research facility, un laboratorio sotterraneo nel South Dakota, lo hanno annunciato il 1 settembre alla conferenza Tev particle astrophysics a Tendo, in Giappone, e descritto in uno studio non ancora sottoposto a revisione sul sito dell’esperimento.








