L'emendamento di Pera e i sondaggi che danno il generale in crescita. L'ipotesi di favorire il centrosinistra
Il ballottaggio nella legge elettorale serve a Giorgia Meloni per arginare Roberto Vannacci. La percentuale minima per accedervi è stata per questo spostata al 40%. Repubblica scrive che la premier è consapevole del successo di Futuro Nazionale, che ha già superato nei sondaggi Lega e Forza Italia. Per questo il secondo turno sarebbe la garanzia per il centrodestra di raggiungere una maggioranza autonoma dal generale.
L’emendamento di Pera
«Intanto presentiamo l’emendamento di Marcello Pera, poi si decide all’ultimo» se conviene o no, avrebbe detto Meloni agli alleati. Intanto alle amministrative i futuristi si preparano a presentare candidati autonomi in vista del voto nel 2027. Meloni potrebbe spostarle all’11 aprile dell’anno prossimo. Ma alcuni in FdI e Lega le suggeriscono un election day a maggio. Per sfruttare fino in fondo il voto utile. La soglia a cui potrebbe arrivare Vannacci nella sua prima partecipazione autonoma alle elezioni sarebbe del 15%. E questo rischierebbe di far perdere il centrodestra in caso di corsa solitaria.
Anche se la minaccia di un ballottaggio potrebbe anche servire semplicemente a ridurre il potere di trattativa di Vannacci. L’alleanza con il centrodestra, secondo il generale, va fatta. E anche Meloni, a dispetto delle dichiarazioni, propenderebbe per la stessa ipotesi. Ma con la pistola sul tavolo della legge elettorale che escluderebbe le ali estreme magari il generale potrebbe arrivare alla trattativa con più miti consigli. Anche se, spiega oggi Lorenzo Pregliasco di Youtrend, il ballottaggio non darebbe a Meloni la garanzia della vittoria. «La coalizione punta sul carisma di Giorgia Meloni, e sulla percezione che gli elettori possono avere sul secondo turno, come una sorta di sistema presidenziale, c’è però il rischio di un effetto boomerang», dice il sondaggista.













