L’appuntameno dal 2 all’11 ottobre nella località svizzeraRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUn’eclissi. Il profilo di un asinello. L’ipotesi di un’alba. Accoglie così il Fit – Festival internazionale del teatro e della scena contemporanea – di Lugano. Immagini e suggestioni. Ad alimentare ancora una volta (35 le edizioni) il pensiero critico sul nostro tempo presente. Qui lasciandosi ispirare da un concetto complesso come quello di atlante. O meglio, di archivio: strumento di resistenza e di memoria. Oltre, però, il concetto di semplice raccolta delle fonti. Specie in un’ottica foucaultiana, dove arriva ad includere il dicibile all’interno di una narrazione.
Ciò che viene considerato legittimo. Tensione teorica che muove in opposizione al macrotema dell’odio e dei suoi derivati. A conferma della natura profondamente politica del festival ticinese diretto da Paola Tripoli, sguardo internazionale sulle arti performative supportato dal Lac – Lugano arte e cultura di Carmelo Rifici. "Il teatro sembra essere diventato il luogo in cui raccogliere le fonti, in cui mostrare la realtà, anche se dovrebbe esserne l’antitesi – sottolinea Tripoli –. Le arti performative esplorano così i territori dell’odio contemporaneo. E lo spettatore non è più solo spettatore, ma testimone". Appuntamento dal 2 all’11 ottobre, con un’anteprima il weekend del 29 settembre per il concerto performativo di Raissa Avilés. Dieci giorni diffusi fra Lac e Teatro Foce. Oltre al cinema Iride che ospiterà sabato 10 la proiezione di “A Fidai Film"“del regista palestinese Kamal Aljafari.








