La terza edizione del festival Lugano Dance Project, dedicata al rapporto tra danza e eredità, si è aperta e si è chiusa al Lac con due spettacoli curiosamente affini nei set a sipario aperto che hanno accolto il pubblico in sala. Spazi ampi, segnati da file di sedie vuote: scure, posizionate orizzontalmente in fondo, nel lavoro inaugurale; bianche, contrapposte a destra e a sinistra in corrispondenza delle quinte, per lo spettacolo finale. La prima fila di sedie appartiene a un lavoro che resterà a lungo nel cuore degli spettatori, giovani e meno giovani: Kontakthof – Echoes of ’78, regia di Meryl Tankard, rivisitazione struggente dell’originale Kontakthof di Pina Bausch del 1978. In scena nove dei favolosi interpreti di 48 anni fa, così convincenti nelle incancellabili passeggiate in tondo dello spettacolo primario, nel loro ritornare con humour e intensità a quelle focose, estenuanti, fragilissime relazioni umane tra paure, dispetti, coraggiose dichiarazioni di sé che sono ancora oggi l’anima del repertorio del Tanztheater Wuppertal e dell’eredità progettuale curata dalla Fondazione Bausch. Un viaggio denso di emozioni in cui Tankard, Josephine Ann Endicott, Elisabeth Clarke, Josephine Ann Endicott, Lutz Förster, John Giffin, Ed Kortlandt, Beatrice Libonati, Anne Martin, Arthur Rosenfeld hanno intrecciato la loro presenza live ai frammenti dei film girati dallo scenografo Rolf Borzik negli anni Settanta. Spettacolari tutti gli interpreti, guidati con stupefacente verve da Tankard e Endicott in un racconto tra gioventù e vecchiaia, tra inizio e fine, che ha reso il pubblico profondamente partecipe in una calorosa standing ovation.
Corpi in movimento, la magia di una aperta comunità di artisti | il manifesto
(Visioni) La terza edizione del festival Lugano Dance Project, dedicata al rapporto tra danza e eredità, si è aperta e si è chiusa al Lac con due spettacoli curiosamente affini nei set a sipario aperto che hanno accolto il pubblico in sala. Spazi ampi, segnati da file di sedie vuote: scure, posizionate orizzontalmente in fondo, nel









